FOBIE SPECIFICHE

 

 

 

La  fobia specifica è la paura e l’ansia per una particolare situazione o oggetto in misura sproporzionata rispetto al rischio o al pericolo reali. La situazione o l’oggetto di solito sono evitati quando possibile, ma se l’esposizione si verifica, si sviluppa immediatamente ansia. L’ansia può intensificarsi fino a raggiungere il livello di un attacco di panico  . I soggetti con fobie specifiche tipicamente riconoscono che il loro timore è irragionevole ed eccessivo. Le fobie specifiche sono i disturbi d’ansia più comuni. Tra le più frequenti fobie specifiche vi sono ; la paura degli animali (zoofobia), delle altezze (acrofobia) e dei temporali (astrafobia o brontofobia).  Vi sono  fobie che vanno ad interferire in maniera importante sulla vita dell’individuo a volte impattando sullo sviluppo sano della sua vita come ad esempio nell’area lavorativa quando le persone che devono lavorare su un piano superiore di un grattacielo hanno paura di ambienti chiusi, luoghi confinati (claustrofobia), quali gli ascensori. Alta fobia piuttosto comune è la paura del sangue (emofobia), delle iniezioni, degli aghi o di altri oggetti appuntiti (tripanofobia o belonefobia), o delle ferite (traumatofobia).  I soggetti con la fobia del sangue, degli aghi o delle ferite, a differenza di quelli con altre fobie o disturbi d’ansia, possono svenire davvero, poiché un riflesso vasovagale eccessivo produce bradicardia e ipotensione ortostatica. Alcune fobie specifiche sono riscontrabili più frequentemente nell’infanzia ma tendono a scomparire spontaneamente durante la crescita. Altre fobie invece come abbiamo gia visto, insorgono in epoche successive della vita, ovvero in età adolescenziale o in età adulta.

 

Le fobie non hanno una causa unica, ma sono frutto di una serie di fattori associati tra loro.
Ad esempio possono essere:

  • Associate o conseguenti a un particolare incidente o trauma
  • Risposte o comportamenti appresi da un genitore o da un fratello/sorella
  • Derivare da caratteristiche genetiche, prove scientifiche infatti indicano come alcune persone presentino una tendenza innata ad essere più ansiose di altre

I sintomi del disturbo di Fobia Specifica possono includere:

  • Instabilità
  • Vertigini e stordimento
  • Nausea
  • Sudorazione
  • Aumento dei battiti del cuore (tachicardia) o palpitazioni
  • Mancanza di respiro
  • Tremore
  • Disturbi di stomaco

 

Le fobie specifiche possono essere classificate in diverse tipologie:

  • Tipo situazionale. Nei casi in cui la paura è provocata da una situazione specifica, come trasporti pubblici, tunnel, ponti, ascensori, volare, guidare, oppure luoghi chiusi (claustrofobia o agorafobia).
  • Tipo animali. Fobia dei ragni (aracnofobia), fobia degli uccelli o fobia dei piccioni (ornitofobia), fobia degli insetti, fobia dei cani (cinofobia), fobia dei gatti (ailurofobia), fobia dei topi, ecc..
  • Tipo ambiente naturale. Fobia dei temporali (brontofobia), fobia delle altezze (acrofobia), fobia del buio (scotofobia), fobia dell’acqua (idrofobia), ecc..
  • Tipo sangue-iniezioni-ferite. Fobia del sangue (emofobia), fobia degli aghi, fobia delle siringhe, ecc.. In generale, se la paura viene provocata dalla vista di sangue o di una ferita o dal ricevere un’iniezione o altre procedure mediche invasive.
  • Altro tipo. In questo caso la paura è scatenata da altri stimoli come: il timore di situazioni che potrebbero portare a contrarre una malattia ecc. Esiste una particolare forma di fobia che riguarda il proprio corpo o parti di esso che la persona percepisce come sproporzionate, inguardabili, orribili rispetto a come realmente si mostrano (dismorfofobia).

 

Troviamo anche;

 

L’odontofobia  è stata riconosciuta come una vera e propria fobia specifica, le persone con odontofobia sono normalmente portate a rimandare continuamente le cure,.

 

L’ amaxofobia (dal greco antico amaxos, “carro”) è la paura invalidante di guidare un automezzo.

 

L’emetofobia consiste nella fobia specifica  di vomitare o di vedere qualcun altro farlo. Ogni sintomo di malessere viene subito interpretato come un segnale che porterà di lì a poco la persona a vomitare. Spesso la persona controlla ossessivamente tutto ciò che mangia per paura di ingerire cibi che potrebbero provocare il vomito. A differenza di altri disturbi del comportamento alimentare che implicano il controllo del cibo, l’emetofobia non è causata da insoddisfazioni legate al proprio corpo ma da una repulsione verso il vomitare.

 

La Tocofobia consiste in un’ansia intensa legata al parto e può essere primaria se esiste già prima del concepimento o secondaria ad un evento traumatico. 
Quando una specifica ansia, o terrore della morte durante il parto, predomina sull’intera gravidanza ed è così intensa da indurre “evitamento” del parto (tokos) si tratta di uno specifico stato fobico chiamato tocofobia.

 

La gerascofobia  è definita come la paura persistente, anormale e ingiustificata di invecchiare. Essa è generalmente classificata tra le fobie specifiche e può essere associata al timore di restare soli, senza risorse e incapaci di provvedere a se stessi durante la vecchiaia e questo a volte induce al ricorso alla chirurgia estetica.

 

La tripofobia , la condizione di chi prova disgusto, nausea e ansia in risposta a stimoli caratterizzati da forme circolari, come bolle di sapone o buchi di una spugna

 

Diagnosi di Fobia Specifica;  secondo il DSM-5 ( Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, Fifth Edition ) si può diagnosticare tale disturbo se si verificano tre o più criteri dei seguenti

 

A  Paura marcata e persistente, eccessiva  e irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifica (es. Volare, altezze,animali ecc..)

 

B  L’esposizione allo stimolo fobico quasi inevitabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di Attacco di Panico situazionale o sensibile alla situazione.

 

 

C  La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole

 

D  La situazione fobica viene evitata o sopportata con intensa ansia o disagio

 

E  L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione temuta interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il funzionamento lavorativo  (o scolastico) o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia.

 

F  Negli individui al di sotto del 18 anni la durata è di almeno sei mesi

 

G  L’ansia, gli attacchi di panico o l’evitamento fobico associati con l’oggetto o situazione specifici non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale.

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