“Overthinking” è un termine inglese che in italiano tradotto significa “pensare troppo” o rimuginare in maniera eccessiva su qualcosa e per troppo tempo. Pensare e riflettere continuamente su un tema serio o problematico che tocca l’individuo è considerato come un atteggiamento “normale” se però rimanere all’interno di certi margini e se si riesce comunque ad identificare una soluzione. Al contrario nell’ overthinking il soggetto entra in un loop di pensieri ininterrotto che non ha fine e procura nella persona agitazione e incapacità di prendere decisioni. Il pensare troppo, quindi, non è sempre patologico ma lo diventa nel momento in cui la moltitudine di pensieri diventa pesante e asfissiante creando un evidente disagio nella quotidianità della persona.  Possiamo quindi affermare che se l’overthinking viene utilizzato per un breve lasso di tempo per risolvere un problema ciò non rappresenta una condizione patologica, al contrario una modalità di problem solving. Chi soffre di overthinking tende a razionalizzare tutto ciò che gli accade prendendo le distanze dagli aspetti emotivi. Le persone affette dall’overthinking sentono il forte bisogno di tenere costantemente le situazioni sotto controllo, in ordine impiegando questa modalità di pensiero per affrontare ed analizzare qualunque situazione o problema. L’overthinking può essere definito come un pensiero ossessivo che non approda mai a nessuna conclusione crea anzi circoli viziosi di pensieri spingendo la mente verso il rimuginio. Il rimuginio si verifica quando pensieri   negativi si presentano in maniera costante e perseverante, pensieri da cui il soggetto rimane schiacciato in uno stato paralizzante che tolgono la possibilità di guardare al futuro in maniera positiva e in prospettiva di cambiamento migliorativo, ostacolando in maniera importante l’utilizzo della modalità sana del problem solving.

 

 

 

Cause dell’overthinking:

Diversi sono i fattori che possono causare l’overthinking tra cui:

  • Eventi traumatici o stressanti
  • Ansia generalizzata da cui il soggetto è già affetto
  • Perfezionismo e ipercriticità che il soggetto mette in atto nei propri confronti
  • Ambiente moderno caratterizzato da stimoli continui e pressanti, decisioni da prendere costantemente con la paura di incorrere in errore.
  • Insuccessi passati che possono condizionare la mente spingendola a riflettere troppo in questo caso il riflettere smisurato viene utilizzato dall’individuo per prevenire in futuro i medesimi insuccessi.
  • Studi hanno ipotizzato che alla base dell’overthinking potrebbe esserci anche una difficoltà cerebrale a elaborare le emozioni

 

 

 

Sintomi dell’overthinking:

I soggetti affetti da overthinking avvertono costantemente la sensazione di essere sopraffatti dai propri pensieri.

 L’overthinking può attivare sintomi fisici come;

  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • dolori ossei, collo schiena, ecc
  • difficoltà del sonno
  • stanchezza sistemica

 

L’overthinking può attivare sintomi psicologici come;

  • ansia
  • depressione
  • irritabilità
  • sbalzi di umore
  • preoccupazione costante
  • sensazione di impotenza
  • incapacità ad agire e prendere decisioni

 

 

Il trattamento per l’overthinking:

L’overthinking non consente al soggetto di stare nel qui e ora della situazione che vive, per tanto è necessario affrontare questo disturbo attraverso un percorso di psicoterapia. La psicoterapia aiuterà il paziente a gestire i propri pensieri e a mettere la giusta distanza tra i pensieri e se stessi. Obiettivo sarà interrompere il flusso costante ed invasivo dei pensieri interrompendo il processo di ruminazione mentale. La psicoterapia aiuterà il soggetto a sostituire pensieri nocivi con pensieri piacevoli e funzionali al proprio benessere fisico e psicologico. Parlare in terapia delle ossessioni frequenti ed invasive può servire ad alleggerire il carico mentale e a ridefinire il proprio modo di vedere e vivere la propria situazione. Uno strumento utilizzato in psicoterapia per trattare il fenomeno dell’overthinking è il problem solving   Attraverso l’utilizzo di questo strumento irl professionista invita il paziente a riflettere sul fatto che concentrare i pensieri su di un problema ossessivo che genera solo un loop nocivo alla sua salute non è produttivo e che sarebbe utili volgere le proprie attenzioni altrove, con il problem solving il terapeuta agisce sul pensiero ossessivo in modo costruttivo. Il professionista suggerirà al paziente di bloccare i pensieri, di farli scivolare anziché alimentarli con altri pensieri

 

 

 

Bibliografia

American Psychiatric Association. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – Quinta Edizione. A cura di Biondi M. Raffaello Cortina Editore, Milano 2014.

Caselli G., Giovini M., Giuri S., Rebecchi D. (2011). Psicopatologia cognitiva della ruminazione: una rassegna. Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale

 

 Nardone G. De Santis G, (2011), Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male, Ponte alle   Grazi

Pazienza V., (2018), Smetti di pensare! Overthinking e ruminazione mentale, ed. in.edit,

 

Sassaroli S., Lorenzini R., Ruggiero G.M. (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento. Raffaello Cortina Editore

 

Trenton N., (2022), Smetti di pensare tropp,Tecniche per liberarsi dallo stress, interrompere le spirali negative, riordinare la mente e focalizzarsi sul presente. Edizioni LSWR