Già nel 1915 lo psichiatra tedesco Emil Kraepelin definì con il termine “oniomania” – dal greco onios, in vendita e mania – l’impulso irrefrenabile di comprare. Lo shopping compulsivo o compulsive buying oggi è annoverato come un disturbo comportamentale e si avvia verso il riconoscimento tra le “nuove dipendenze” senza sostanze.

Un tale ritardo nella classificazione della dipendenza da shopping lo si deve alle sue caratteristiche socialmente accettabili nell’epoca del consumismo, con un chiaro riferimento allo stereotipo della donna capricciosa o spendacciona che fa acquisti superflui o esagerati. Lo shopping diventa compulsivo quando non risponde più a bisogni concreti o desideri, ma diventa un impulso incontrollabile di fare acquisti, accaparrandosi oggetti che alle volte non rispecchiano neanche i propri gusti personali e sono al di sopra delle proprie possibilità economiche. I prodotti acquistati perdono subito il loro fascino e non c’è alcun piacere nel possederli, per questo vengono dimenticati, buttati, regalati o nascosti. Lo shopping compulsivo come tutte le dipendenze innesca un circolo vizioso e la persona affetta nonostante sia consapevole del proprio agire è dominata da un impulso che non riesce a controllare. La sindrome da acquisto compulsivo prevede l’alternarsi di stati emozionali contrapposti: ansia e nervosismo si attenuano nell’atto di acquistare oggetti e vengono sostituiti da un senso di gratificazione, eccitazione e piacere. Tali emozioni sono però effimere e il soggetto ripiomba in uno stato di frustrazione e vergogna. Il susseguirsi di episodi di shopping-dipendenza dominati dall’impossibilità di frenare l’impulso all’acquisto impattano gravemente sull’esistenza di un individuo con conseguenze a livello psicologico, sociale ed economico. Il compratore compulsivo sviluppa uno stato di ansia e preoccupazione crescente, l’acquisto insensato occupa una buona parte del suo tempo con ricadute nell’ambito lavorativo, determinano problemi finanziari e relazionali in quanto il soggetto guidato da vergogna e profondi sensi di colpa è spinto a mentire ai propri familiari per nascondere il suo impulso incontrollato. Pertanto lo shopping compulsivo nelle sue manifestazioni di scarso controllo, crisi di astinenza e sintomi di dipendenza può essere equiparato tanto al gioco d’azzardo patologico quanto alla dipendenza da alcool.

 

 

Caratteristiche del soggetto con disturbo da shopping compulsivo:

 

  1. L’acquisto di beni è percepito dal compratore come un’azione irrefrenabile e sconsiderata.
  2. Lo shopping si ripete frequentemente in un breve lasso di tempo ad esempio una settimana.
  3. L’acquisto riguarda oggetti di cui non si ha bisogno e anche in grandi quantità.
  4. Si spende molto di più di quanto ci si possa permettere, intaccando l’economia familiare.
  5. Si trascorre molto del proprio tempo girando per negozi, o navigando online su siti di e-commerce e guardando televendite.
  6. Nell’euforia dell’acquisto il compratore si convince che quel prodotto porti per lui un vantaggio e possa addirittura risolvere i propri malesseri interiori.

 

 

Quali sono i sintomi dello shopping compulsivo?

 

  • La giornata dello shopper è guidata dal pensiero di fare acquisti.
  • Perdita di interesse per le attività quotidiane legate al lavoro e alla famiglia.
  • Scarsa tolleranza alla noia.
  • Attacchi di ansia.
  • Vergogna e senso di colpa.
  • Crollo dell’autostima.

 

Le cause dello shopping compulsivo.

 

L’acquisto patologico può presentarsi nel soggetto sia come disturbo psichiatrico primario, sia come sintomo di altre patologie psichiatriche. Gli studi degli ultimi anni evidenziano un’elevata comorbilità con i disturbi per il controllo degli impulsi: cleptomania, bulimia e altri disturbi alimentari, abuso di benzodiazepine e altre dipendenze. E’ stata riscontrata una comorbilità anche con il disturbo narcisistico e con il disturbo borderline di personalità. Lo shopper compulsivo può presentare anche disturbi d’ansia e depressione. Quest’ultima può essere una causa, ma anche una conseguenza molto comune in cui precipita il compratore compulsivo. La letteratura indica le donne di età media come prevalentemente colpite dalla dipendenza da shopping, ma questo fenomeno in continuo aumento vede annoverare anche la popolazione maschile fra gli shopper compulsivi.

 

 

Il trattamento del disturbo da shopping compulsivo.

 

Nel trattamento dello shopping compulsivo fondamentale è un percorso di psicoterapia strutturato, in grado di controllare il problema e prevenire le ricadute. Lo scopo ultimo dello psicoterapeuta è individuare i meccanismi cognitivi disfunzionali associati all’acquisto di beni per indirizzarli verso schemi comportamentali funzionali.

Lo psicoterapeuta condurrà il paziente a:

  • Riconoscere i comportamenti compulsivi.
  • Analizzare le ricadute invalidanti che tali comportamenti hanno nella sfera personale, relazionale, professionale ed economica.
  • Individuare una strategia di controllo del denaro e monitoraggio dell’esborso finanziario.
  • Approfondire l’alternarsi delle emozioni negative e positive sperimentate durante l’episodio compulsivo.
  • Attuare strategie di coping e automonitoraggio.

Bibliografia:

Dettore D., (2022), Il disturbo ossessivo-compulsivo. Caratteristiche cliniche e tecniche di intervento, Editore McGraw-Hill Education

Guerreschi C. New addictions. Le nuove dipendenze. Milano: San Paolo; 2005.

Mansueto R., Zamprioli C., (2012), Shopping Compulsivo, Sovera Edizioni

Orlando. M., L., (2020), Shopping Compulsivo: Nuove dipendenze della modernità, Editore Independently published